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Con i suoi carrugi e le sue raccolte piazzette, gli archi di origine medievale e le antiche mura in pietra, il borgo ligure di Perinaldo vanta una storia millenaria, che lo ha arricchito di notevoli opere d'arte grazie alla sua posizione impervia ma strategica, su un crinale tra le valli del rio Merdanzo e del torrente Verbone. Sorse intorno all'anno 1000 con il nome di Podium Rainaldi, toponimo dal nome del castello qui fondato da Rinaldo (o Rajnaldo) dei conti di Ventimiglia, che sottopose il territorio alla signoria di Dolceacqua.

Acquistato nel 1288 da Oberto Doria, fu oggetto tra Quattro e Cinquecento di cruente lotte fra i Doria stessi e i Grimaldi di Monaco. Dopo una breve tregua seguita a un'alleanza dinastica tra le due famiglie, le cose precipitarono negli anni Venti del Cinqucento, quando dopo alterne vicende i Doria riuscirono a prendere il controllo di Perinaldo, Isolabona, Dolceacqua e Apricale, mettendosi subito dopo sotto la protezione della più potente Casa Savoia.

Perinaldo così rimase ai Savoia fino all'Unità d'Italia, se si eccettua un momento a fine Seicento in cui fu espugnato dalla Repubblica di Genova (a ovest dell'abitato ci sono i ruderi del castello che difendeva Perinaldo e che nel 1672, durante quella guerra fra Savoia e Genova, venne distrutto da soldati corsi) e poi la ventina d'anni fra Sette e Ottocento in cui passò sotto il controllo francese.

Numerosi sono gli edifici sorti a Perinaldo con uno scopo religioso, che in qualche caso oggi non hanno più. Come l'antico convento di San Sebastiano, oggi sede del Municipio. La chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, eretta nel 1489 (notare sopra il bel sovrapporta in ardesia del 1495 con le insegne dei Doria) ma ristrutturata nel Seicento in forme barocche, è stata parzialmente restituita alle forme originarie (nella foto a destra). L'interno, con belle colonne in pietra nera e capitelli cubici, conserva un crocifisso ligneo del 400, un dipinto secentesco, “La Madonna intercede per le anime del Purgatorio”, attribuito alla bottega del Guercino, e un bellissimo organo costruito dal pistoiese Giosuè Agati nel 1829 e recentemente restaurato.

Più semplici invece la chiesa di Sant'Antonio da Padova, fondata dai francescani nel Seicento, a una sola navata, e l'oratorio di San Benedetto, cinquecentesco. Fuori paese, in posizione panoramica presso il bivio della strada per Apricale si trova poi il santuario secentesco della Madonna della Visitazione, detto Madonna del Poggio dei Rej: una leggenda dice che il nome deriva dal fatto che il parroco mandava qui chi aveva confessato i suoi peccati, imponendogli come penitenza di restare in ginocchio dal tramonto al mattino successivo sopra chicchi di mais sparsi sulla porta. Un'altra leggenda orale invece vuole che il santuario sia stato fatto costruire dall'astronomo Gian Domenico Cassini, la gloria locale, secondo il Meridiano Ligure. Un piccolo foro realizzato nel 2007 fa sì che a mezzogiorno esatto la luce solare proietti una linea meridiana che attraversa tutta la chiesa.